ESAMI DIAGNOSTICO CITOLOGICI

Ago-aspirati ecoguidati a Porto Mantovano


Si eseguono ago-aspirati ecoguidati delle lesioni tiroidee e di tutte le neoformazioni che si vogliano sottoporre a studio citologico-istologico per poter avere una precisa diagnosi sulla natura delle lesioni. La lettura del preparato da parte del Patologo è di estrema importanza per giungere ad una diagnosi. Particolare attenzione si dedica allo studio della patologia nodulare della mammella dove il percorso anatomo - patologico appare più complesso ma assolutamente dedicato. Ci si avvale della collaborazione di Centri di Anatomia ed Istologia Patologica di Importanza Nazionale: Istituto di Anatomia Patologia del San Raffaele di Milano Istituto di Anatomia Patologica della Casa di Cura San Pio X di Milano. Il risultato dell'esame sarà poi consegnato, interpretato e spiegato dal Dott. Folzani direttamente al paziente.
microscopio

Diagnostica citologica e istologica della Patologia Nodulare Mammaria


L'Unità di Anatomia Patologica interviene in diversi passaggi dell'iter diagnostico-terapeutico, garantendo alle pazienti con lesioni mammarie un processo continuo e integrato dalla diagnosi fino alla fase post intervento.

Fase Diagnostica


esame citologico (agoaspirato): è l'analisi morfologica delle cellule che possono essere prelevate con differenti metodi: striscio di secrezioni del capezzolo; apposizione o abrasione di lesioni erosive del capezzolo; agoaspirazione con ago sottile di contenuto di cisti o di noduli solidi palpabili o non palpabili. Questo esame non richiede una preparazione specifica della paziente né richiede anestesia locale; non è doloroso e dura pochi minuti. La diagnosi citologica precisa la natura della lesione ma non distingue, nel caso si tratti di un carcinoma, tra neoplasia che non ha ancora sviluppato capacità di metastasi (in situ) o neoplasia infiltrante. La sensibilità dell'esame, se il prelievo è adeguato, si attesta sul 90-95%; la predittività di un referto positivo è del 99%. Se il materiale è sufficiente si può effettuare la valutazione immunocitochimica dei recettori ormonali. Un agoaspirato può anche essere effettuato sui linfonodi ascellari in caso di dubbio clinico o radiologico; esame istologico (agobiopsia): si procede con ago di grosso calibro al prelievo di uno o più frammenti di tessuto dalla ghiandola mammaria. Richiede anestesia locale e viene eseguito in ambulatorio. Rispetto all'esame citologico permette la valutazione dell'architettura del tessuto e permette d'effettuare la valutazione immunoistochimica dei recettori ormonali, degli indici di proliferazione o degli altri parametri predittivi. Viene effettuata in alternativa o in aggiunta all'esame citologico.

Durante l'intervento chirurgico


Si eseguono le valutazioni di: natura della lesione: se non c'è diagnosi certa (ad es. caso di esame citologico sospetto) si può effettuare l'esame intraoperatorio; margini di resezione chirurgica: in caso di quadrantectomia o di biopsia escissionale allargata si effettua l'analisi intraoperatoria del margine di resezione verso l'areola e/o di qualsiasi margine a poca distanza dalla lesione; linfonodo sentinella: l'analisi può essere effettuata come esame intraoperatorio. Seguendo le linee guida della FONCaM (Forza Operativa nazionale sul Carcinoma Mammario), il linfonodo viene emisezionato e congelato; si effettuano sezioni a 100 micron di distanza fino a esaurimento del linfonodo. Il tempo medio di effettuazione dell'analisi è di 45-60 minuti.

Fase di Stadiazione


Una volta completato l'intervento chirurgico, il materiale prelevato viene inviato all'Unità di Anatomia patologica per l'esame istologico definitivo. In caso di neoplasie maligne la diagnosi istologica prevede l'analisi di: istotipo del tumore (in accordo alla classificazione 2003 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità); grado di anaplasia (sistema di Nottingham); stadio (dimensioni del tumore, stato dei linfonodi ascellari, eventuali secondarismi secondo la stadiazione TNM). Inoltre, si forniscono alcuni dati fondamentali per la valutazione del successivo trattamento: si effettua la valutazione definitiva della completezza dell'escissione chirurgica e la determinazione di alcuni fattori prognostici e predittivi, ovvero parametri che permettono di scegliere una terapia personalizzata: recettori ormonali, indice di proliferazione e valutazione della sovraespressione di c-erb-B2. Quando necessario viene effettuata anche l'analisi tramite FISH (Flourescence In Situ Hybridization) dell'amplificazione di proteine c-erb-B2.
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